Un sentiero

Un sentiero

Sono anni che non torno in questo posto, che nella memoria di bambino è conservato con un aspetto completamente diverso: più grande e più magico, inondato da un sole mille volte più caldo di quello di oggi.

La mulattiera è stata cementificata per renderla più transitabile ed è un po’ più larga e meno soffocante. Sempre ripida, ogni minuto ci dobbiamo fermare a far rifiatare i cuccioli.
Provo un pizzico di delusione nel vederla così “abbordabile” per le mie gambe di adulto, ma è un momento.

Arrivati “in quota”, il condotto, l’antico acquedotto genovese, si mostra abbandonato all’erba alta e all’incuria. Peccato.
Il suono dell’acqua, però, è sempre lui e gli eredi degli uccellini di allora cantano sempre la stessa canzone.

La truppa mi segue fiduciosa, il più piccolo tiene per mano Mamma, ed avanza di lastra in lastra, evitando buche, superando sterpi e spine. Passeggiamo tutti assieme per l’infanzia di Papà.

A costo zero.

Respiriamo aria pulita e, grazie ai fiori e alle farfalle, vediamo colori vivi che in città è impossibile vedere.

Siamo saliti dalla mia San Gottardo e siamo scesi a “Sanbastian” come dicono dalle mie parti.

Siamo tornati stanchi, affamati e felici.

Questa è la mia bellissima vita.

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7 comments

  1. sensazione di persone appagate dalla vita. cosi’ anomalo soprattutto qui dentro dove si vomitano disagi solitamente. dove il tempo per riversare il bello di solito non c’è. perché chi ha il bello se lo vive e si scorda di scriverlo. appreciate…

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