Chi ben comincia?

LaChimicaDelleLettere

La prima goccia colpì l’asfalto caldo, arrostito dal sole per tutto il pomeriggio.
La seconda goccia esplose su di una foglia di palma e scivolò perdendosi in basso, verso il mare.
La terza invece finì dritta sul dorso della mia mano, che stringeva il calcio della P38 puntata alla mia tempia.
Lo presi come un segno, indeciso com’ero se premere il grilletto o no, e aspettai le altre gocce. La quarta e la quinta si schiantarono al fotofinish sul mio naso e sulla mia spalla sinistra, le successive, una dopo l’altra, appannarono a migliaia l’orizzonte, lavandomi da cima a fondo.
L’acqua colava sul tamburo carico, sulla canna lucida e grigia, come quel cielo pronto al tramonto, lungo la mia manica destra ed il colletto della camicia.
Come risvegliato da quella doccia improvvisa, abbassai l’arma e rimisi la sicura. Il mio suicidio era rimandato a data da destinarsi, causa maltempo.
In…

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